Il Progetto di Gualberto Gismondi
 

 

Dagli inizi degli anni 1960, Gualberto Gismondi focalizza le sue ricerche e riflessioni sulle prospettive della cultura scientifica, umanesimo scientifico ed etica della ricerca tecnoscientifica. Gli sviluppi del suo pensiero si possono seguire nel succedersi dei suoi volumi qui elencati nella loro successione cronologica. Il suo primo libro espone i suoi interessi generali e i semi dei loro successivi sviluppi. Alcuni testi sono già interamente consultabili nel e scaricabili dal sito. Altri vi saranno inseriti progressivamente .

 

Umanità 2000. Per un nuovo progetto sociale (1976)

Nelle pagine conclusive del volume troviamo bene espresse le intenzioni e gli interessi che lo hanno portato progressivamente ad approfondire i temi della scienza, della tecnologia della cultura dell’umanesimo e dell’etica tecnoscientifica. Nota, infatti, che: “la situazione del mondo attuale esige un nuovo quadro mentale e nuovi progetti sociali per inquadrare, in una composizione, originale e inedita, le molte possibilità costruite dallo sforzo dell’uomo. Si tratta di cercare gli strumenti da utilizzare sia per giungere alla formulazione teorica sia per passare all’attuazione pratica del progetto stesso. Non si tratta di sogno o utopia, ma di una realtà già alla portata dei nostri mezzi tecnoscientifici. Ciò che occorre è mobilitare un pensiero creativo e soprattutto risvegliare il senso di responsabilità verso il nostro futuro”. Su questi due ultimi aspetti si è sviluppato tutto l’impegno successivo dell’autore.  

 

Critica ed etica nella ricerca scientifica (1978)

Approfondisce interessanti proposte quali l’umanesimo personalista di E. Cantore e l’oggettivismo culturale del “Terzo Mondo” di K. Popper, come possibile superamento di una critica puramente negativa delle scienze verso visioni più positive. Fra queste, già allora indicava, come scelte possibili e importanti un’etica della ricerca scientifica e una prospettiva positiva di umanesimo scientifico come sbocco della critica delle scienze.

 

Fede e ragione scientifica (1980)

Attinge ampiamente al miglior pensiero di scienziati (Einstein, Heisenberg, Wiener, Monod, Jacob, von Bertalanffy, Dobzhanski e altri) di epistemologi e filosofi della scienza (Whitehead, Wittgenstein, Poincaré, Bachelard, Popper, Hempel, Kuhn ecc.). L’autore indica nell’epistemologia uno strumento particolarmente utile per superare gli equivoci e i conflitti dei secoli passati, soprattutto riguardo al pensiero scientifico e religioso. Sottolinea, inoltre, che evidenziando i limiti strutturali del razionalismo scientifico (metodi, logiche, linguaggio) è possibile individuare vasti campi di collaborazione e impegno fra pensiero scientifico e pensiero cristiano.

 

Umanesimo scientifico e pensiero cristiano (1982)

Esplicita ulteriormente le potenzialità umanistiche della scienza, essenziali per un’autentica cultura scientifica e per fondare un’etica della scienza. Sottolinea in particolare negli uomini di scienza: l’esigenza di rigore e chiarezza, la volontà di comprensione, la tensione al superamento dell’ignoto, la severa autocritica, l’apertura appassionata al mistero della realtà. Tali valori sono non solo epistemologici ed euristici ma, assi più umani ed etici, da analizzare e sviluppare, quindi, secondo orientamenti precisi e criteri rigorosi, ma anche aperti alle nuove potenzialità.

 

Nuova evangelizzazione e cultura (1992)

Analizza i processi di complessificazione culturale che coinvolgono persone, società e religioni, mediante l’aiuto delle scienze umane (in particolare l’antropologia), della filosofia e teologia. Esso mostra che tali processi non sono né misteriosi, né minacciosi, ma aprono nuove possibilità. Un loro orientamento positivo e costruttivo o negativo e distruttivo, non è mai scontato. L’atteggiamento più adeguato è la loro gestione responsabile e consapevole, che esige un impegno corale: tecnoscientifico, filosofico, teologico, etico. Tale impegno, a livello teorico e cognitivo, richiede ampio confronto e dialogo interdisciplinare. Le tre rivoluzioni moderne non hanno prodotto i risultati di libertà, eguaglianza e fraternità che si erano proposte. A livello culturale, esse vanno reinterpretate nella situazione attuale assai diversa, dando la priorità a quella fraternità che fu maggiormente obliata o sacrificata. Non sono le innovazioni tecnoscientifiche in quanto tali, ma una cultura tecnoscientifica eticamente responsabile a contribuire, notevolmente, a una riattualizzazione e rinnovamento di quei valori.

 

Fede e cultura scientifica (1993)

Mediante una serrata disanima storica e teorica delle componenti fondamentali dell’impegno scientifico, sottolinea il nuovo spirito scientifico nel suo potere rinnovatore e umanizzante della scienza, che riguarda sempre meno le scoperte e le applicazioni (prodotti) e sempre più le trasformazioni culturali (atteggiamenti e comprensioni) di persone e comunità. I sempre nuovi problemi che la ricerca tecnoscientifica solleva incessantemente dal suo interno, e trascendono le sue possibilità di soluzione, rinviano alla filosofia, all’etica, alla religione e alla teologia. La rivalutazione delle connessioni ineliminabili fra pensiero scientifico, filosofico, etico e religioso propongono ed esigono un nuovo e abituale dialogo transdisciplinare.

 

Scienze della religione e dialogo interreligioso (1994)

Rileva come nella società mondiale, sempre più plurietnica e culturale, le religioni rivelino una vitalità sorprendente. Essa conferma che il loro ruolo è tutt’altro che concluso o finito. Tale vitalità presenta segni positivi ma anche negativi, come mostrano le nuove forme di fondamentalismo e integrismo di alcune. Un tempo la critica fra le varie religioni sollevava facili polemiche e incomprensioni. Le scienze della religione, sempre più numerose: storia, fenomenologia, sociologia, psicologia e antropologia, superate le fasi iniziali di una ipercritica ancora immatura, hanno raggiunto risultati sempre più attendibili e significativi. Il loro pensiero e documentazione consentono di conoscere meglio la varie religioni, di poterle più consapevolmente comprendere, verificare, criticare e valutare. Nell’uso adeguato di tali scienze, il dialogo interreligioso può trovare un valido  strumento per una mediazione corretta e criteri di accertamento della loro genuinità antropologica, umana e sociale, ma anche etica e religiosa. Anche la teologia delle religioni può servirsene per una nuova teologia dialogica, mediata dalle scienze della religione, centrata sulle persone, focalizzata sul loro ruolo salvifico e i rapporti che ne derivano.

 

Carisma francescano e nuova evangelizzazione nel terzo millennio (1995)

Sottolinea che culture secolarizzate e immanentiste, con le loro insanabili contraddizioni, hanno ridotto scienza e tecnica a strumenti di manipolazione, al servizio di interessi pericolosi e dannosi (economici, militari, ideologici, politici ecc.) capaci di sacrificare l’umanità. Ciò ha reso “mercenarie” anche prestigiose strutture e istituzioni tecnoscientifiche. Occorre, quindi, una scienza più umile, mite, conscia della propria problematicità e dei propri limiti invalicabili, della parzialità e provvisorietà delle sue acquisizioni, libera da pretese onnicomprensive, dialogante con tutti i saperi, su tutti i problemi fondamentali dell’uomo e del pianeta. Anche le tecnologie esclusivamente tese a superare l’uomo e la natura diventano facilmente pericolose e dannose. Di qui l’esigenza di un’etica che ponga entrambe al servizio autentico della persona e dell’umanità.

 

Cultura tecnologica e speranza cristiana (1995)

Sottolinea che una speranza senza trascendenza e una rinuncia a ogni speranza non risolvono i problemi sollevati dalla tecnologia. La responsabilità etica è già una scelta più significativa. Una speranza trascendente come anima di un’autentica cultura tecnologica può rispondere ancora meglio alle esigenze attuali e future e impedire lo “svuotamento tecnicistico” della persona. Speranza cristiana e cultura tecnologica possono improntare sistemi, progetti, e innovazioni ai valori fondamentali di una società, una democrazia e una economia solidali. In questo contesto, la tecnicità umana originaria potrebbe esprimere tutte le sue potenzialità al servizio dell’uomo e del pianeta.

 

Etica fondamentale della scienza (1997)

Rileva come i problemi riguardanti la scienza e la tecnica siano divenuti sempre più complessi e intricati. Alcuni ritengono l’homo faber anteriore e prioritario all’homo sapiens. Oggi scienza e tecnica sempre più congiunte fanno pensare a una tecnoscienza sempre più potente e pervasiva, che esige orientamento e finalità positive. Molti richiedono un orientamento etico che altri respingono. Si lamenta sempre più la mancanza di un’etica fondamentale dell’attività tecnoscientifica. Il volume, nelle sue tre parti, affronta tale esigenza. Nella prima cerca di identificare problemi, difficoltà, esigenze e proposte della cultura e dell’attività tecnoscientifica. Nella seconda focalizza l’attenzione sull’attuale dibattito etico-filosofico per valutare le varie teorie, tracciare percorsi, cercare convergenze e orientare le contrastanti visioni verso prospettive più ampie e condivisibili. Nella terza parte cerca di abbozzare le linee maestre e generali di un’etica fondamentale dell’impegno tecnoscientifico.

 

Religione fra modernità e futuro (1998)

Rilegge i paradossali percorsi della ragione scientifica e della filosofia moderna volti ad accelerare il declino irreversibile della religione. Paradossali perché si rivelarono, invece, itinerari di una sua rinnovata ricrescita. Sotto la spinta di tali nuove emergenze, le scienze della religione dovettero rinnovare più volte non solo i propri impianti logici ed metodologici ma, ancor più i presupposti filosofici, consci o inconsci, dai quali erano partite. Da una religione fondata e centrata sulle “cose” approdarono a una sua visione centrata su l’homo religiosus e homo symbolicus. La stessa filosofia della religione ha mostrato che la lucidità e la consapevolezza razionale sono necessarie per poter denunciare gli idoli e smascherare i falsi dèi, che si oppongono alla liberazione dell’umanità e alla salvezza dell’uomo. La religione, in un’ottica di fede, confuta il weberiano “sacrificio dell’intelligenza” per mostrare, invece, la possibilità e l’esigenza di un evento di totale libertà e di gratuità salvifica.

 

Scienza, coscienza, conoscenza (1999)

Analizza gli attuali rapporti fra scienza, società e cultura, per rimuovere le difficoltà e valorizzare le immense potenzialità culturali e umanistiche insite nell’impegno scientifico. A questo fine esamina le interazioni fra i diversi aspetti della scienza, fra questa e i diversi saperi, e infine fra i saperi e la cultura. La sua proposta, di integrare positivamente il sapere e l’attività scientifica nell’immenso patrimonio dell’umanità, come valore culturale costruttivo, può apparire a prima vista utopistica o ambiziosa. In realtà essa esprime un’esigenza sempre più viva, urgente e condivisa, sottolineata anche da autorevoli agenzie culturali mondiali nei loro documenti: Concilio Vaticano II in Gaudium et Spes (1965); UNESCO in Scienza etica, estetica (1974) e Le politiche culturali (1982); Giovanni Paolo II in “Agli scienziati del CERN” (1982).

Il lavoro: fine di un modello o nuova era? (2001)

Esamina fatti a ragioni che, negli ultimi decenni, hanno reso il lavoro, da dovere e diritto per tutti a privilegio per pochi. Cambiamenti radicali nei sistemi lavorativi e nell’organizzazione lo hanno reso controverso, spingendo alcuni a parlare della sua fine. Per afferrare il senso di tutto ciò e trovare nuove articolazioni e possibilità, il libro confronta diverse prospettive complementari: scienze sociali, epistemologia, antropologia filosofica, etica dei diritti umani, dottrina sociale cristiana, teologia. Tali prospettive sono state scelte di fronte all’insufficienza delle visioni puramente economiche, organizzative, tecnologiche e produttive. Particolare attenzione è data ad alcune proposte emergenti quali: socialità e pensiero relazionale, nuova economia sociale e di comunione, etica dei diritti umani, nuova antropologia del lavoro. Ripensare nuove dimensioni del lavoro, più adeguate alle nuove esigenze di persone e comunità è oggi uno dei compiti più difficili e urgenti. Scienza e tecnologia vanno ripensate nella loro reale dimensione di “attività”: l’attività tecnoscientifica.

 

Sentiremo crescere le foreste. Limiti e prospettive della scienza alle soglie del III millennio (2003)

Cerca le ragioni per cui, dopo quattro secoli di scienza moderna non furono ancora elaborati una cultura scientifica, un umanesimo scientifico e un’etica della scienza. Al riguardo, i contributi più originali e significativi vengono oggi da un pensiero sulle scienze sempre più consapevole dei problemi e maturo nelle elaborazioni. Attraverso questo il pensiero delle scienze può essere elaborato nelle tre prospettive: culturale, umanistica ed etica. Le idee preconcette che per secoli hanno ostacolato un costruttivo confronto e dialogo fra i saperi appaiono ormai esaurite o in via di esaurimento. Occorre, quindi, avviare un vasto e sistematico dialogo trans-disciplinare fra impegno tecnoscientifico, riflessione filosofica ed etica, pensiero e teologia cristiana, per affrontare le sfide e i problemi più urgenti e drammatici dell’umanità. Il volume propone itinerari e delinea percorsi per sviluppare un contesto tecnoscientifico più attento alle vere esigenze della vita, dei popoli e delle persone e per sviluppare concreti progetti di dialogo e di collaborazione fra tutti i saperi.

 

Dizionario di etica fondamentale dell’attività tecnoscientifica

Sviluppa 165 voci, relative ai vari saperi e ambiti disciplinari coinvolti nel progetto e nella fondazione di un’etica dell’attività tecnoscientifica quali: epistemologia, gnoseologia, antropologia, ontologia, metafisica, storia della scienza, pensiero delle scienze, pensiero sulle scienze, sociologia della scienza, etica, morale, teologia morale, scienza e diritto, politiche della scienza, problemi economici e finanziari della ricerca scientifica ecc.

 

XXI Secolo. Scienze, potenzialità, limiti (2007-2008)

Due convinzioni presiedono al testo: fede e scienza sono i due maggiori doni di Dio all'umanità"; dopo quattro secoli di scienza moderna, manchiamo ancora di cultura tecnoscientifica, umanesimo scientifico ed etica dell'attività tecnoscientifica. Al fine di elaborarli: a) si analizza criticamente il pensiero delle scienze e sulle scienze; b) si ripensano i percorsi scientifici e non i soli risultati; c) si sviluppano prospettive culturali, umanistiche ed etiche della scienza. Nel XX secolo si superarono pregiudizi ideologici e scientisti che impedivano il dialogo fra saperi. Nel XXI secolo occorre: superare ulteriori malintesi e nuovi errori; focalizzare nuovi problemi emergenti; valorizzare gli strumenti concettuali e operativi già esistenti. Il testo sviluppa tutto ciò: analizzando un'ampia documentazione specializzata, multidisciplinare, internazionale; attingendo alla più aggiornata riflessione tecnoscientifica, epistemologica, filosofica, teologica ed etica. Lo scopo è orientare l'impegno tecnoscientifico al bene delle persone e dell'umanità.